lunedì 20 ottobre 2014

Incontro gratuito di meditazione - Ottobre

Condurrò il prossimo incontro di meditazione domenica 26 ottobre alle 10 al Centro Yoga di via Vegezio 6 (Roma Balduina). Scrivetemi o telefonatemi (recapiti su homepage del blog) per qualsiasi informazione.

domenica 19 ottobre 2014

1. La meditazione secondo il Satipatthāna Sutta.

IL RESPIRO (1)

Il Satipatthāna Sutta inizia affermando che i 4 Satipatthāna, cioè i 4 modi ivi descritti di “essere nella consapevolezza”, costituiscono il “sentiero diretto” per la purificazione, per il superamento della sofferenza, per appropriarsi del “vero metodo”, per la realizzazione del Nibbāna. Ci vorrebbero molte pagine per illustrare tutto questo e ogni frase e anzi, ogni parola del Discorso si presta ad interpretazioni e approfondimenti. Chi è interessato potrà trovare molto materiale nella bibliografia di questo Blog (soprattutto chi è i grado di leggere in inglese), mentre qui vorrei concentrarmi su indicazioni riguardanti la pratica. Il Buddha enumera i 4 Satipatthāna: il corpo, le sensazioni, la mente e i dhamma, intendendo con quest’ultimo termine delle qualità mentali e un’analisi della realtà svolta secondo determinate categorie. Le vedremo più avanti.
Le contemplazioni del corpo sono sei e la prima concerne il respiro. Che indicazioni da il Buddha a riguardo, al di là delle mille interpretazioni, versioni e varianti molto diffuse tra i praticanti odierni? Egli si rivolge ai suoi monaci e li esorta ad andare nella foresta, a sedersi a gambe incrociate e il corpo eretto sotto un albero o in una capanna deserta, a “stabilire la consapevolezza di fronte a sé”, e quindi:
  1.       Inspirare ed espirare consapevolmente.
  2.       Essere consapevoli se l’inspirazione e l’espirazione sono lunghe o corte.
  3.       Inspirare ed espirare ed espirare contemplando l’esperienza del corpo intero.
  4.       Inspirare ed  espirare calmando le formazioni corporee.


Va detto che un altro discorso, l’Ānāpānasati Sutta, parla di altre 12 “tecniche” relative al respiro, per un totale di 16. Esaminiamo comunque i 4 punti del nostro discorso e le relative premesse.

I tempi e le circostanze attuali sono quelle che sono e ognuno potrà valutare per sé i requisiti di solitudine richiesti (solitudine, anche a quei tempi, bilanciata dalla comunità dei monaci), e anche l’ineluttabilità del fatto che si parla di posizione seduta a gambe incrociate col corpo eretto. Risulta comunque chiara l’importanza che il Buddha assegnava alla meditazione formale seduta.
Per quanto riguarda l’istruzione “stabilisce la consapevolezza di fronte a sé”, ne è stata data una interpretazione letterale e una figurata. La prima ritiene che il Buddha alludesse al fatto che l’area tra le narici e il labbro superiore sia la più adatta per stabilirvi l’attenzione all’aria che entra ed esce. Questo solleva un punto molto importante: la pratica della consapevolezza del respiro implica un’attenzione estremamente empirica. Non si segue l’idea del respiro, non è un adeguare il respiro ad un ideale di corretta fisiologia più o meno sottile, bensì è l’attenzione alle sensazioni fisiche causate dai movimenti della respirazione. Le indicazioni più comuni formulate da diversi insegnanti sono:
  •  Come già detto, la sensazione causata sulla pelle delle narici e della zona tra il naso e il labbro superiore dall’aria fresca e secca che entra durante l’inspirazione e dall’aria calda e umida che esce durante l’inspirazione.
  • Le sensazioni tattili dell’addome che si espande durante l’inspirazione e che si contrae durante l’espirazione.
  • L’intero processo della respirazione, comprendente le sensazioni del volto, del torace e dell’addome, ed eventualmente altro.

Ricordo però che i Discorsi del Buddha e i Commentari antichi, per quel che mi risulta, parlano esclusivamente della zona labbro superiore-naso.
L’interpretazione figurata può intendersi come un invito a praticare la consapevolezza in modo fermo e risoluto, senza nessuna indicazione “anatomica”.
Come regolarsi di fronte a questa pluralità di istruzioni, presente soprattutto tra gli insegnanti moderni? Con la pratica, innanzi tutto, con la sperimentazione diretta e, ove possibile, con un rapporto costante per lo meno con un praticante più esperto con cui parlare e chiarire dubbi. Infatti questa pratica può sembrare quasi disarmante nella sua semplicità, e in un certo modo lo è, ma la nostra mente può creare molti problemi, come ad esempio una smania di differenziare la sperimentazione senza darsi la possibilità di approfondire l’esperienza. Cosa che, prima o poi, va fatta.

Per oggi mi fermo qui, il prossimo post sarà relativo alle 4 modalità di attenzione al respiro elencate poco sopra.

giovedì 9 ottobre 2014

Annunci

Primo annuncio: la pagina Bibliolink è ultimata e consultabile.

Secondo annuncio: Ho deciso di prendere un impegno con chi desidera seguire questo blog. Vorrei cioè esporre con dei post di cadenza settimanale o giù di lì i 13 "esercizi" descritti dal Buddha nel Satipatthana Sutta. In questo discorso il Buddha delinea delle modalità di applicare la consapevolezza durante la meditazione. Alcune di esse sono assai note e praticate, come la consapevolezza del respiro e del corpo, altre meno, per questo ritengo utile illustrarle brevemente basandomi sulla mia esperienza, sugli insegnamenti che ho ricevuto e con il supporto del libro in inglese di Ajahn Analayo, citato in Bibliolink.
Non voglio con questo colmare una lacuna che tuttavia è presente tra le pubblicazioni in italiano, ma voglio offrire degli spunti di riflessione e, possibilmente, di pratica a chi è interessato.
Magari riusciamo ad integrare queste riflessioni nelle domeniche mattina di meditazione che organizzo nel Centro Yoga di Via Vegezio a Roma.
Per essere costantemente aggiornati dei post sul Satipatthana, il mezzo più pratico e tecnologicamente valido è quello di scrivere la propria email nella finestra qui a destra "segui con l'email". Così facendo si riceveranno le notifiche di tutti i miei post (userò molta moderazione e non intaserò certamente la posta di nessuno!)
Ricordo che il prossimo appuntamento di meditazione a via Vegezio è il 26 ottobre alle 10.