venerdì 13 gennaio 2017

Incontro Gratuito di Meditazione - 22 gennaio

Questo signore qui a fianco non sta volando, ma plana dolcemente nella realtà dopo il "tempo speciale" delle feste di Natale. E lo fa con raccoglimento, con un intento di investigazione della propria realtà interiore, ma anche con un'apertura del cuore. 
Se vogliamo fare come lui, ancorarci al qui e ora per coltivare la libertà dai condizionamenti seguendo il sentiero tracciato dal Buddha, abbiamo un'opportunità di farlo insieme.
Riprendo infatti i miei incontri di meditazione la domenica mattina al Centro Yoga BKS Iyengar di Via Vegezio, 6 a Roma (Balduina), che è ben collegato al resto della città con la M1 (Cipro, o anche Valle Aurelia per chi non ha paura dei tornanti nel  percorso ciclo pedonale del Parco Ciocci, scrivetemi per info) e con la FM3 (Appiano Proba Petronia). Ecco le date: 

22  gennaio    -    19  febbraio    -     19  marzo    -      2  aprile
ore   10

L'incontro di gennaio sarà dedicato alla Metta o gentilezza amorevole. Infatti lo scorso dicembre ho cambiato all'ultimo momento programma dato che molti dei partecipanti più assidui erano assenti, forse a causa della concomitanza della giornata elettorale. Il programma di dicembre viene quindi riproposto a gennaio.
Gli altri tre incontri saranno dedicati alla coltivazione del raccoglimento.
Confermo le solite informazioni spicciole: La partecipazione è libera da qualsiasi vincolo di presenza ed è gratuita. La puntualità è molto gradita. Nel Centro tutto ciò che può essere necessario per sedersi comodamente.
Dopo una breve introduzione guiderò una meditazione di 35-40 minuti a cui seguirà una sessione di condivisione o domande e risposte. Una seconda meditazione più breve concluderà l'incontro che terminerà alle 12 circa.

sabato 26 novembre 2016

Incontro gratuito di Meditazione - Metta

Nell'ultimo incontro di meditazione prima di Natale al Centro B.K.S. Iyengar di Via Vegezio 6 a Roma Balduina il 4 dicembre alle 10 proporrò una meditazione di Metta o Gentilezza (l'inadeguatezza della traduzione in questo caso è particolarmente dolorosa).
Nella introduzione parlerò delle Quattro Dimore Divine dell'insegnamento del Buddha, gli stati mentali che trascendono la mente ordinaria.
Oltre alla Metta, la Gentilezza descritta con una terminologia negativa come non-avversione, troviamo la Compassione che ci ricorda la nostra fragilità, la Gioia Compartecipe, che è uno stato di innocenza opposto all'invidia e alla gelosia, e l'Equanimità, coltivando la quale comprendiamo la legge di causa ed effetto (spesso chiamata Karma) e cominciamo ad aprirci alla comprensione del non-sé.
Se Natale è solamente addobbare l'albero e sentirsi buoni, le Quattro Dimore Divine vanno molto più in là: sono degli stati mentali attraverso i quali anche la relazione con gli altri e con il mondo entrano a tutto diritto nel nostro sentiero di Liberazione.
Se qualcuno intende partecipare, consiglio di andare a votare dopo: la pratica della Metta può avere un buon effetto sulla mente!!

domenica 13 novembre 2016

Pratica, consapevolezza, pensieri

Durante il periodo di condivisione e domande dell'ultimo incontro di Meditazione svolto al Centro BKS Iyengar di Roma, è venuto fuori un argomento di non facile soluzione, riguardo al quale le indicazioni dei testi e dei maestri sono quanto meno varie.
La questione in due parole è questa: quando durante la meditazione sorgono dei pensieri, devo farli oggetto di consapevolezza e semplicemente accompagnarli alla fine? Devo "entrare nel merito" di essi e occuparmi della loro natura e dei loro contenuti? Devo"curare" eventuali "mancanze", tendenze non corrette, origini oscure, devo prefiggermi quindi un intento "diagnostico" e "terapeutico"?
La risposta non è semplice e dipende da molti fattori, soprattutto dalle caratteristiche della propria pratica, del tipo di indagine che si porta avanti in un determinato momento, dal proprio livello di approfondimento tanto a livello dottrinale quanto a livello di raccoglimento.
Con un notevole tasso di "sincronicità" mi è arrivato da qualche giorno l'avviso di un nuovo post nel Blog di Letizia Baglioni, che leggo sempre volentieri. Letizia, che incontravo spesso al Monastero Santacittarama alcuni anni fa, prima che si trasferisse nel Nord Italia, ha un curriculum di tutto rispetto ed è senz'altro una voce autorevole nel panorama del Buddhismo Theravada italiano.
Oltre a consigliare tutti di frequentare il suo blog, propongo a chi sia interessato ad approfondire l'argomento di Pratica, consapevolezza e pensieri, di leggere l'ultimo post di Letizia che troverete a questo link: https://letiziabaglioni.com/2016/11/11/il-setacciatore/ . Il post poi contiene un altro link alla traduzione di un secondo Discorso del Buddha (Letizia è nota per la maestria e l'affidabilità delle sue traduzioni) che chiarisce ancora di più l'oggetto di questo post: https://letiziabaglioni.com/2015/05/29/due-tipi-di-pensiero/ . 
Il combinato di questi due discorsi è molto illuminante: ci sono diversi tipi di impurità (per restare nella metafora del setacciatore d'oro) nei propri pensieri, e a seconda del momento la propria attenzione e il proprio lavoro va rivolto ora in una direzione ora nell'altra, quindi a volte anche nel merito dei pensieri. Ma occorre ricordarsi che troppo riflettere stanca il corpo e la mente di un individuo stanco non può raccogliersi facilmente. E' quindi necessario creare le condizioni per una consapevolezza più raffinata e trasparente. Trovo la metafora del vaccaro in diverse stagioni dell'anno particolarmente illuminante.
Forse questo è il punto, e diciamolo pure a chiare lettere, una difficoltà della pratica della Meditazione di Consapevolezza: comprendere quel è la propria situazione, la propria necessità per applicarsi in un lavoro proficuo. Invito a stampare i due discorsi, a metterseli sul comodino e rileggerli ogni tanto senza superficialità, cercando di digerire per bene ogni parola. Nulla è stato detto "tanto per dire" e quelle parole riguardano ognuno di noi. E poi, soprattutto, a parlare della propria pratica con qualcuno che ne sa più di noi.